versione italiana

GRUPPO OCARINISTICO BUDRIESE
dal 1865

THE HISTORY

Not long after Donati's invention, the First OCARINA GROUP was formed and during the 1863's it achieved worldwide fame, as testified by the numerous concerts held in the most important capitals of western culture and by the enthusiastic articles in the international press of the time.

With the name of "LES CELEBRES MONTAGNARDS DES APPENINS" it performed at Crystal Palace in London, at Moulin Rouge in Paris and at Tzar's court in St. Petersburg. The group played italian folk music originally written for the instrument and opera's arrangements from Rossini, Bellini and Verdi.

More recently, in 1973 the Group took part in "Novecento-Atto I", a movie directed by Bernardo Bertolucci.

The formation of the present "GRUPPO OCARINISTICO BUDRIESE" is due to a continous evolution, which has taken place over a period of more than ten years.

The initial nucleus of musicians from the ocarina school in Budrio has been integrated with musicians of a definely more classical musical education.

For many years now the "GRUPPO OCARINISTICO BUDRIESE" has been performing regularly in Italy and abroad, alternating live concerts with recordings, combining historic transcriptions of opera and classical music with the exploration of new sounds and musical styles.

LO STRUMENTO

THE OCARINA is a globular flute, the origins of which can be traced back in time when masks, as well as seashells and tubular trumpets, were used to modify the voice. Spreading to all cultures practically all over the world, globular flutes soon became proper musical instruments with a whistle insufflator and finger holes. First they were carved out of gourds and pods or made out of eggshells, subsequently they were moulded out of clay, usually in zoomorphic or anthropomorphic shapes, so as to emphasize their descendence from masks and their former ritual and magical functions.

INVENTED BY Giuseppe Donati, a baker in Budrio, around 1860 (some sources specify 1853), the ocarina (a zoological reminder still in the name) after continuous modification has evolved to present-day shape. It is made in seven different sizes so as to form a family of instruments (probably the most extensive) and it can produce a chromatic scale of about an octave and a half. The development of this instrument in Budrio, for more than over a century, has linked indissolubly its name to that of the town.

AN IMPORTANT ASPECT of musical scores for ocarina is the transcription of classical music and music for opera. Favourite arias, symphonies and lyrical pieces had a greater diffusion than at the present. The music of Verdi, Mozart, Schubert, Donizzetti and Wagner was played on every type of instrument: concertinas, mandolins and guitars. Of course also the ocarina stole music and composers from the great symphonic orchestras transporting them from concert halls to drawing rooms, drinking halls and clubs with a perseverance which today may seem heretical and unjust. However, we are not talking of simplifications or substitutions, but rather o f real functional interpretations according to the structure, type of instrument and technique, and according to the social ambience and the different use of the music. Dancing the brindisi from the Traviata as though it were any waltz, is neither better nor worse, its only different.

IN THIS WAY the transcriptions do not seem to be a betrayal or worse an impoverishment, in any case products of a lack of musical culture or creativity, but instead a superimposition of different aesthetic codes, musical techniques, instruments and situations. Whatever normally is considered negatively, such as distance, unlikeness to the original, becomes instead a key to interpretation of prime order, and one to pursue: a process of osmotic recomposition, creative exchange, a testimonial of knowledge and musical competence. In other words the affirmation of a cultural identity. Much has been interchanged between popular and cultured music: what links and binds original compositions to any kind of transcription, often far away visions of the world, is in any case music, in actual fact melos (melody), that is its reproposal in objective terms as the language of affections.

THE CHOICE of adding other instruments, such as the guitar and the flute, is in honour of two instruments, which were of fundamental importance to the music of the nineteenth century. The undramatical reinterpretation and redistribution of classical pieces, that these instruments achieve together with the ocarina, was a typical attitude of the period and of the musical and social ambience in Padania at the beginning of the century. Besides the scores drawn from the manuscripts conserved in the ocarina museum which constitute the greater part of our programme, we decided to also add our own transcriptions based on indications of opera pieces, the scores of which had been lost. These transcriptions (Hungarian dances, LItaliana in Algeri, The Marriage of Figaro) have been rewritten following the style of the time. In the end we realized that this repertoire has the extraordinary capacity of entertaining us and making us smile even at the Fall of the Gods. This is not of small count: having fun is also an art.

LA MUSICA

"Ma, come diceva Cirino, adesso che ero aggiustato mi toccava lavorare come un uomo. Io non ero cambiato per niente, stesse braccia, stessa schiena, mi dicevano sempre Anguilla, non capivo la differenza. Nuto mi consigliò di non prendermela; mi disse che probabilmente, se me ne davano cinquanta, lavoravo già per cento, e perché non mi compravo l'ocarina. - Non ci riesco a imparare a suonare, - gli dissi, - è inutile. Sono nato così. - Se è tanto facile, - lui disse. La mia idea era un'altra. Pensavo già che con quei soldi un bel giorno avrei potuto partire."
( Cesare Pavese, da La luna e i falò )

Un'ultima considerazione va fatta per quanto riguarda il repertorio dei gruppi ocarinistici di allora, che accanto alle trascrizioni proponevano selezioni di brani originali di intenzioni decisamente più leggere. Soprattutto i ritmi ballabili come le polke, i valzer, le mazurke costituiscono una sterminata raccolta di composizioni, che comunque rivelano una vocazione concertistica o salottiera più che popolare, non essendo quasi presenti tipologie di ritmi più vicini alla cultura musicale provinciale e contadina, dalla quale pure questi compositori ed esecutori provenivano. A confermare questa vocazione, ci sono una serie di composizioni, romanze, capricci, barcarole, che si collocano proprio in quella tradizione per certi versi piccolo borghese e vagamente sentimentale tipica della seconda metà dell'Ottocento. Gli arrangiamenti, per settimino di ocarine, di musica classica e operistica costituivano un archivio enorme oggi, purtroppo, solo parzialmente presente nel museo dell'ocarina di Budrio, nato troppo tardi per salvare completamente questo inestimabile patrimonio dall'oblio della guerra e degli uomini. Da scritti e programmi di sala si può comunque risalire alla maggior parte dei pezzi arrangiati ed in qualche modo si rimane sbalorditi dall'audacia degli arrangiatori del tempo, che pure dalle partiture rimaste in nostro possesso avevano indubbia capacità e talento; troviamo infatti accanto alle già citate riduzioni di musica operistica, riduzioni di composizioni la cui adattabilità alle caratteristiche sonore e alle potenzialità dell'ocarina è sicuramente quanto meno opinabile: la Marcia Nuziale dal Lohengrin di R. Wagner, la Sonata op.14 n°2 di L. van Beethoven, una serenata di F. Schubert, e brani di R. Schumann e K.M. von Weber solo per citarne alcune. Naturalmente, sarebbe assolutamente irrilevante porre una questione di presunta inopportunità di una simile scelta musicale, prima di tutto perché essa va contestualizzata nel quadro dell'attività dei gruppi ocarinistici del tempo, e in secondo luogo perché si tratta comunque di un'espressione, se vogliamo minore ma pur sempre rilevante, del modo di intendere e di spettacolarizzare la musica a cavallo dei due secoli; un atteggiamento che nel corso dell'Ottocento ha prodotto il fenomeno del recital, tutt'altro che immune da intenti spettacolari, ed una sterminata letteratura, più o meno minore, di riduzioni di quasi tutto per sostanzialmente qualsiasi strumento.

OGGI

Ci si potrebbe chiedere quale senso abbia oggi riproporre una tipologia di spettacolo che appartiene decisamente al passato; eseguire, come allora, trascrizioni di brani celebri in un epoca in cui l'esecuzione, il concerto in senso lato hanno un significato ed un valore completamente diverso da quello che invece assumevano più di cento anni fa. La risposta più ovvia, e cioè che sia necessario preservare una tradizione musicale importante, che sia indispensabile tutelare il patrimonio della cultura popolare da cui questa tradizione deriva, è una risposta per molti aspetti vera ma certamente riduttiva. L'intento del Gruppo Ocarinistico Budriese è quello di esplorare le potenzialità di questo strumento, tentando di sfruttarne gli innumerevoli pregi più che, come si è fatto fino a pochi anni fa, utilizzarlo nei presunti limiti della sua altrettanto presunta povertà musicale. Questo significa naturalmente partire dal punto di arrivo delle generazioni di musicisti che ci hanno preceduti, ed è in questo senso che va letta la riproposizione di un repertorio dominato da trascrizioni e composizioni originali del secolo scorso. Ma non si tratta solo di una scelta di opportunità storica: è la qualità intrinseca del lavoro fatto dai maestri del 1870 e del 1920 che è tale da meritare una riproposizione, che ne evidenzi il valore musicale. Accanto a questo aspetto del lavoro del Gruppo Ocarinistico Budriese, ve ne sono altri di non minore importanza, a cominciare dalla ricerca di un linguaggio che si possa calare nel panorama musicale contemporaneo, ma che allo stesso tempo, per la sua specificità "ocarinistica", riesca ad evidenziare le possibilità espressive dello strumento singolo e, naturalmente, di formazioni più ampie. Anche se strutturalmente carenti nella dinamica sonora (per le qualità fisiche dello strumento) le ocarine sono tuttavia estremamente versatili dal punto di vista ritmico e polifonico. Infine vi è l'inserimento dell'ocarina in un contesto strumentale più ampio, esigenza storica della tradizione ocarinistica; un inserimento che però non si riduca, come finora è stato, ad una presenza tanto isolata da risultare quasi pretestuosa e volta solo ad uno sfoggio di virtuosismo fine a se stesso, ma che sia una commistione di sonorità diverse nel tentativo di dare una collocazione credibile, e quindi giustificata all'interno di un progetto, a questo strumento.

IL GRUPPO

Il Gruppo Ocarinistico Budriese continua una tradizione musicale più che centenaria, che ha legato indissolubilmente il nome di Budrio a quello dell’ocarina.

L’ocarina (dal dialetto bolognese ucarina, "piccola oca"), nacque a Budrio, paese in provincia di Bologna, nel 1853 grazie all’estro di Giuseppe Donati. Costruite sette ocarine di dimensioni differenti, nel 1864 si formò il primo "Gruppo Ocarinistico Budriese" che, con il nome di

"I Celebri Montanari degli Appennini", si esibì per anni con successo nei maggiori teatri europei proponendo nei suoi concerti brani originali e arrangiamenti di celebri arie tratte da opere liriche.

Alla sonorità "naive" e inconfondibile tipica di un insieme di ocarine, si è aggiunta negli ultimi anni quella più classica di chitarre, flauti e mandolini. Ecco allora nuove ed inedite soluzioni timbriche, pur sempre legate all’atmosfera musicale del periodo d’oro dello strumento, la "Belle Époque"

Il Gruppo Ocarinistico Budriese, che nella sua attuale formazione è il risultato di un’evoluzione più che decennale, ha raccolto l’eredità musicale dei complessi ocarinistici sorti nel tempo a Budrio, con particolare riferimento a quelli degli anni ’20 e ’30 diretti da Alfredo Barattoni. Al nucleo originale del gruppo, formatosi nella scuola d’ocarina di Budrio, si sono in seguito aggiunti musicisti di formazione classica. Attivo da molti anni, il GOB ha effettuato oltre 800 concerti in Italia e all’estero ed inciso vari CD.

Tra i suoi impegni internazionali figurano: tournées in Australia (1987, 1996, 2000); concerti a Stoccolma e Basilea (1988); tournées a Cuba (1989), Argentina (1990) e Cile (1990, 1999); la partecipazione al "15° Klap Op De Vuurpijl" ospite del Willelm Breuker Kollektief al teatro Bellevue di Amsterdam (1990); concerti a Caracas (Venezuela) (1991); concerti in Belgio (1993); una tournée negli Stati Uniti durante la quale il Gruppo ha suonato presso varie sale da concerto e università a New York e Detroit (1994).

* Nel 1998 ha partecipato al Festival de l’Ile de France di Parigi.

* Al Gruppo Ocarinistico Budriese é stato assegnato il Premio Nazionale "Ribalte di Fantasia 1998" per la realizzazione dello spettacolo "Il Barbiere di Siviglia" in collaborazione con la compagnia di burattini "I Burattini di Riccardo" di Riccardo Pazzaglia. Sempre col burattinaio Riccardo Pazzaglia, nel 2000 il Gruppo ha realizzato lo spettacolo teatrale "Tutto nel mondo è burla", basato sulla vita e le opere di Giuseppe Verdi.

* Nel 2003, in occasione del Festival per i 150 anni dall’invenzione dell’ocarina, ha prodotto un CD, con musiche tratte dal "Barbiere di Siviglia" di Rossini.

* Nel 2005 è uscita l'ultima produzione discografica intitolata "Sprizzi e Sprazzi", dedicata a musiche per ocarina della tradizione popolare.

Oltre a diverse apparizioni televisive in Italia e all’estero, il Gruppo ha partecipato alla realizzazione del disco Miserere di Zucchero ed alle registrazioni dal vivo dei concerti di "ANGELICA, Festival Internazionale di Musica" da cui è stato tratto un C.D. Ha inciso per CIME, Callisto Records e Tiechiku records.
 

e-mail: gobitalia@yahoo.it   

Gruppo Ocarinistico Budriese
Via Golinelli 14 - 40054 Budrio (Bologna-Italy)
 Tel. segreteria e fax 0039-0532-52497

Budrio Ocarina Group - Italy  

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